C’è tanta Italia al Roland Garros 2026.
Per la prima volta tre azzurri arrivano ai quarti di uno Slam in singolare maschile. Dietro Jannik Sinner, eliminato dal caldo parigino e da un modesto Juan Manuel Cerundolo, c’è un movimento che si prende il centro della scena.



I primi a vincere le sfide degli ottavi sono Flavio Cobolli, contro Zachary Svajda e Matteo Berrettini che ha vendicato Sinner, strapazzando proprio il mancino Cerundolo.
Nella sessione serale, fino all’una di notte, è stata la volta di un immenso Matteo Arnaldi.
Il venticinquenne di Sanremo ha ripreso per i capelli una partita che sembrava ormai compromessa contro lo statunitense Frances Tiafoe dopo 5 ore e 26 minuti di vera battaglia.
Un’impresa epica del ligure. Nel quarto parziale era addirittura sotto di due break prima di risorgere e rimettere in campo tutte le forze e la maggiore esperienza sulla terra rossa.
Peccato che nel prossimo match si troverà di fronte Berrettini.
Cobolli, al secondo quarto di finale Slam in carriera, dovrà vedersela con il canadese Felix Auger Aliassime.
L’Italia ha comunque la certezza di portare almeno un azzurro nelle semifinali del Roland Garros.
Un bilancio positivo per il nostro tennis.
Nella storia sono tredici gli Slam con più di un italiano in gara tra i migliori otto in un singolare maschile.
Sei, invece, le edizioni del torneo parigino con due azzurri ai quarti nel singolare maschile.
Nel 1948 fu la volta di Gianni Cucelli e Marcello Del Bello. Nel 1956 con Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli. Nel 1960, l’anno del secondo trionfo di Pietrangeli a Parigi, Orlando Sirola, suo compagno di doppio, fu battuto nel singolare in semifinale.
E ancora nel 1973 con Adriano Panatta, semifinalista, e Paolo Bertolucci, sconfitto ai quarti. Infine, l’anno scorso, Jannik Sinner, battuto in finale da Alcaraz e Lorenzo Musetti fermato in semifinale.
Un significativo cambio di passo di tutto il movimento che fa ben sperare sulla crescita dei nostri giovani a livello mondiale.
